Liberalista

Per una maggioranza liberale e liberista

Chi sono

Utente: Liberalista
Nome: Nicola Rossini
Adoro la libertà e vivo per lei (e per me...)

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 27 giugno 2007

Un nuovo film contro la libertà individuale

E' uscito nelle sale americane il nuovo film (non documentario, come si vorrebbe far credere) di Micheal Moore.

Si tratta dell'opera di un produttore che a me non piace per nulla (così, per mettere le cose in chiaro).

Non avendolo ancora visto, non posso esprimere un giudizio vero e proprio.

Però, posso intervenire su quello che il TG3 di oggi ha affermato, nel presentarlo.

Il giornalista ha sottolineato come "il nuovo documentario di Moore è un atto di accusa contro il sistema sanitario americano, nel quale comandano le assicurazioni, che pensano solo al lucro, mentre milioni di persone non possono ricevere le cure. E' la vergogna dell'assurdo sistema sanitario Usa, l'unico Paese tra i grandi del mondo a non avere una sanità pubblica".

Ora, chi ha letto i miei precedenti post sa come la penso.

Ma ritengo sia necessario rinfescarci la memoria su come funziona veramente la sanitù a stelle e strisce.

Riporto così un brano che lo spiegava benissimo (postato da Liberista):

Negli Stati Uniti, si sa, non esiste la copertura sanitaria uguale per tutti. Ma non è vero che non esista la copertura sanitaria.
La leggenda da noi evoca immagini di morituri abbandonati per le strade davanti alle porte sbarrate di cliniche private che curano solo chi può permettersi di pagare. In realtà non è così. Non solo gli ospedali pubblici forniscono gratuitamente le cure necessarie a chi non è assicurato o non ha i mezzi per pagarsele, ma da quando, nel 1986, in piena epoca Reagan, il Congresso Usa varò l'Emergency medical treatment and active labor act, anche le cliniche private sono tenute ad accogliere, diagnosticare e fornire gratuitamente tutte le cure di emergenza di cui dispongono a chiunque gli si presenti davanti o presso proprie strutture anche mobili, fino al momento in cui sono in grado di essere trasferiti senza alcun rischio alle strutture pubbliche.
Questo vale anche per gli immigrati clandestini, un fatto, questo, che spiega in parte la voragine nei conti della sanità pubblica americana. L'American hospital association calcola che la spesa per mancati pagamenti e assistenza gratuita è nell'ordine dei miliardi di dollari. Solo nei quattro stati che confinano con il Messico le cure mediche gratuite fornite a immigrati coinvolti in incidenti o che attraversano il confine senza documenti ogni anno supera i 200 milioni di dollari, senza contare spese di trasporto e altri oneri. Particolarmente prese di mira inoltre sono le sale parto. Nel 2001, per esempio, furono 6 mila le partorienti che si presentarono senza documenti a ospedali del Colorado, al costo medio di 5 mila dollari a bambino, ovvero 30 milioni di dollari, per un solo stato in un solo anno. I bambini nati negli Stati Uniti, poi, hanno diritto alle cure mediche gratuite per sempre, in quanto cittadini americani.
C'è anche un aspetto per il quale gli Stati Uniti ´battono' anche il servizio sanitario universale all'italiana: le lungodegenze, che in Italia in pratica non esistono più. Mentre infatti chi ha una malattia terminale da noi viene preso in carico solo per il tempo del trattamento medico, in alcuni stati degli Usa, come la Virginia, è proprio allora che il paziente viene ricoverato nelle strutture statali, anche per molti mesi, fino alla fine.
Di fondo la differenza tra la filosofia americana e quella nostrana è che negli Stati Uniti lo stato assiste solo chi non ha i mezzi per curarsi, o per pagarsi da solo una copertura assicurativa. Chi può si compra un'assicurazione, e ce ne sono coi fiocchi, mentre ai meno ricchi basta un buon impiego per farsi pagare l'assicurazione dal datore di lavoro. I poveri, infine, hanno il programma gratuito ´Medicaid'.
Restano fuori circa 44 milioni di cittadini che non hanno copertura assicurativa. Fra questi vi sono i suddetti immigrati clandestini, che si calcola siano intorno ai 12 milioni, e, secondo il Centro nazionale per l'analisi delle politiche (National center for policy analysis), circa 14 milioni di cittadini che avrebbero diritto all'assicurazione gratuita, o come Medicaid, o con il programma statale Children's health insurance (Assicurazione sulla salute per i bambini), ma semplicemente perché non si sono mai iscritti. In Usa succede. Il restante sono cittadini che svolgono un'attività professionale o artigianale in proprio e, avendo in genere meno di 35 anni di età, decidono di scommettere sulla propria buona salute.
Secondo il Pacific research institute, un ménage familiare su tre fra questi non assicurati può contare su un reddito di oltre 50 mila dollari, mentre uno su sette vive con oltre 75 mila dollari annui. Inoltre, tre quarti di chi è senza assicurazione rimangono scoperti per meno di un anno, un fenomeno dovuto alla facilità con cui Oltreoceano si passa da un lavoro a un altro.
Sul totale della popolazione nel 2003 i non assicurati costituivano il 15,6%, la stessa percentuale del 1996.

postato da: Liberalista alle ore giugno 27, 2007 22:45 | link | commenti (2)
categorie:

Commenti
#1   04 Luglio 2007 - 20:40
 
Ciao Nico! Ti segnalo il sito www.decidere.net di Capezzone. Mi pare molto interessante.

Massi
utente anonimo

#2   06 Luglio 2007 - 16:07
 
Credo che lo conosca! ;)
E' uno dei (tanti) motivi per cui ci si continua a chiedere che accidenti ci fanno i Radicali alleati con Rifondazione Comunista...

MaxArt
utente anonimo

Commenti